Che bello essere Claudio Ranieri
Si fa presto a dire che siamo tutti come lui, e ci conforta a pensarlo alla vigilia di quest’altra sfida praticamente da dentro o fuori, ma di Ranieri ce n’è uno

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Il segreto di Claudio Ranieri è essere Claudio Ranieri, quel concentrato di saggezza, ironia, strafottenza romana e ovviamente, enorme competenza calcistica e umana che rende tutto così perfettamente intellegibile fino a togliere qualsiasi preoccupazione per il futuro. A Ranieri le cose vanno bene anche quando vanno male perché riesce comunque a non farsene travolgere. È arrivato a Roma per la sua terza volta, in questa stagione, che doveva affrontare una dopo l’altra Napoli, Tottenham e Atalanta, col rischio concreto di perdere male tutte e tre le partite - questo era il pronostico più sensato in quella settimana - e vedere dunque sfumare tutte le certezze per una squadra e un ambiente che in quel momento sembravano addirittura sprofondare verso la depressione della lotta per non retrocedere. Insomma verso un futuro terrorizzante. I risultati di quelle tre partite sono stati peraltro quasi per intero quelli temuti: riuscì a pareggiare solo in casa del Tottenham, con una vigoria che però rappresentò il primo gradino su cui costruire la scala che lo ha riportato in paradiso.
Dalle sconfitte si può sempre imparare qualcosa di buono, figuriamoci dalle vittorie. Ecco perché Ranieri è il più sereno alla vigilia di una sfida che vale moltissimo per ogni tifoso della Roma. Molti dei nostri lettori lo avranno visto nella conferenza stampa di ieri, la maggior parte lo avranno letto, chi scrive invece era lì, a un metro da lui, a notare quel sorriso pronto ad allargarsi su quel viso abbronzato, su quel faccione da imperatore romano, divertito dalla vita ogni giorno di più. Ranieri ha le carte in mano e le dà quando vuole lui. Sembra davvero sincero, quando fornisce un ulteriore indizio nella storiella che appassiona maggiormente i tifosi della Roma, quella relativa all’allenatore del prossimo anno: ribadisce che non ha detto bugie di recente, e dunque davvero Gasperini non si può più considerare nel novero dei candidati, a dispetto di una trattativa che comunque possiamo affermare con certezza ci sia stata, eccome. I sussurri di Trigoria sono adesso pronti a suggerire che la convivenza con Ghisolfi sembra destinata a terminare presto ed escludendo che possa essere proprio Claudio ad andarsene, siamo portati a credere che se le voci saranno confermate sarà il DS francese a lasciare Trigoria. A Claudio non lo scalfisce nulla, sa quanto si gioca contro un club che un giorno l’ha chiamato e poi lo ha lasciato al suo destino, anche se i dettagli ha detto che li riserverà all’autobiografia, qualora dovesse decidere di scriverne una. Lo sanno tutti che la posta in palio domani sarà altissima, ma Claudio preferisce riderci sopra. Si fa presto a dire siamo tutti Claudio Ranieri, e ci conforta a pensarlo alla vigilia di quest’altra sfida praticamente da dentro o fuori (per la questione Champions), ma di Ranieri ce n’è uno. Tutti gli altri son contorno.
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