Così!
Esultate ragazzi! Abbracciatevi così forte da farvi venire i lividi sulle braccia e, se serve, urlatevi in faccia per caricarvi l’un l’altro come Mancini con Dovbyk. Mai come in queste ultime 8 partite servirete tutti

(GETTY IMAGES)
Lo so: è il loro lavoro. E fanno parte di una squadra. Come quando da ragazzini a giocare c’eravamo noi e qualsiasi altro compagno segnava… segnava per la maglia che indossavamo e, allora, esultavamo senza farci troppe domande.
Però, anche se può sembrare paradossale, questi sono professionisti. Aziende private. E magari, certe volte, possono perdere di vista l’obiettivo comune a vantaggio di quello individuale. Per questo, a Lecce dopo il gol di Dovbyk, mi ha fatto molto piacere vedere esultare, ancora con i fratini addosso, i giocatori a bordocampo. Perché per come intendo la ROMA dal primo all’ultimo della rosa la rappresentano e per farlo al meglio devono, necessariamente, andare tutti nella stessa direzione.
E qui la stessa direzione ha portato alle sette vittorie consecutive.
Anche se lo so bene che al primo pareggio saranno ricoperti di critiche come se il filotto di risultati utili fosse stato costellato di chissà quante sconfitte… dimenticando, pure, che se la ROMA non è nelle prime posizioni di classifica non è per quanto fatto da fine anno ma per quanto non fatto durante i cinquantatré giorni buttati via con Juric grazie alla gentile intuizione di chi a ROMA, vivaddio, non c’è più dal giorno dopo l’esonero del futuro allenatore del Southampton.
E, allora, esultate ragazzi! Abbracciatevi così forte da farvi venire i lividi sulle braccia e, se serve, urlatevi in faccia per caricarvi l’un l’altro come Mancini con Dovbyk che mai come in queste ultime otto difficilissime partite – tra infortuni e/o le squalifiche – servirete tutti.
Così come serviranno i Romanisti!
E non per “perseguitare” ognuno il calciatore in cui non si crede nel tentativo di dimostrare, chissà poi a chi, d’avere ragione… ma per, casomai, incitare pure lui. Mettendo, finalmente, nel cassetto il Viagra del nostro tempo – “Lo avevo detto” – per tirar fuori, da quello stesso cassetto, la sciarpa giallorossa da mettersi al collo. Perché, almeno per questo finale di stagione, è arrivato il momento di rinunciare a fare i simpatici (…) partorendo pecette sui calciatori. E se i partiti non servono… un applauso dopo un pallone perso, quello, sì.
Prima ancora delle idee personali… la ROMA.
NOI > IO: sempre.
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