La Roma del 1980 per Santarini
Il 10 aprile a Cesenatico gli ex compagni per il capitano

Sergio Santarini è stato una figura enorme della storia della Roma. Dal 1968 è arrivato al 1980 in maglia giallorossa. Ha attraversato tre decenni, ha preso - indirettamente - la fascia da Capitano da Giacomo Losi (nato un 10 settembre come lui, e come questo quotidiano) e se ne parla troppo poco. Il 10 e l’11 aprile il suo amico Stefano Menenti, presidente del Roma Club Rimini (e non solo) ha organizzato un tributo a quello che è un suo grande amico e un grande capitano della nostra storia.
A Cesenatico ci saranno tanti ex compagni della sua Roma, Anni 70 e Anni 80: gente come Valerio Spadoni, Ciccio Cordova, Loris Boni, Franco Peccenini, Guido Ugolotti, Roberto Scarnecchia. Ci dovrebbero essere anche Bruno Conti - anche in rappresentanza del’attuale AS Roma - e Carlo Ancelotti, il mister più vincente della storia del calcio, il nostro Carletto e un giocatore e un uomo rimasto legatissimo a Santarini.
E’ stato il suo primo capitano. A marzo l’attuale tecnico del Real Madrid ha ospitato Santarini nella Ciudad del Real Madrid. Ci tiene a lui, a quella Roma, alla Roma. Santarini alla Roma oltre che 344 partite e 5 gol (uno fondamentale al Verona, nella sua 300esima partita in giallorosso, utile per salvarsi) ha dato la cifra stilistica di un’epoca, “inventadosi” e consegnadola a Nils Liedholm la zona. Quando venne Ramon Turone (ci sarà anche lui a Cesenatico tra una settimana), un altro centrale di difesa come lui, nessuno voleva fare lo stopper ed è per questo che Santarini consigliò a Liddas la zona. A Santarini, oltre alla classe e l’eleganza, i tifosi della Roma devono anche, almeno un po’,... Francesco Totti! Santarini nel 1996/97 era il vice di Carlos Bianchi che proprio non vedeva (!) quello che sarebbe diventato il più forte giocatore della storia della Roma; Santarini si batteva ogni giorno per far giocare Francesco e in occasione del torneo Città di Roma Bianchi lo accontentò: “Sei contento, oggi faccio giocare il tuo pupillo?”. Sì.
Perché quel ragazzino in quel torneo fatto per comprare Littmanen, fece lo stravedere, Sensi non ci pensò minimamente a metterlo sul mercato, rimase qua e fece la storia della Roma. Una storia dove c’è a pieno diritto, in maiuscolo, e pure in corsivo per la classe, Sergio Santarini. Ed è per questo che la sua Roma presto lo abbraccerà.
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