Da centrale o terzino, Marchetti c'è. Col Torino un'altra ottima prestazione
Protagonista silenzioso e duttile. Falsini ha fatto ancora affidamento su di lui, con successo. Sono 550 i minuti giocati nelle ultime sette

(GETTY IMAGES)
Dalla sfida col Verona, Tommaso Marchetti non è (quasi) uscito più dal campo. Tutto è nato da un'esigenza, quella di sopperire alle mancanze sulla fascia destra e al centro della difesa. In casa dei gialloblù, Falsini lo ha schierato terzino destro e lo ha lasciato libero di sfrecciare sulla fascia per tutti i 90 minuti; poi, causa assenza prolungata di Nardin, Mirra, Seck e Golic (quattro centrali!), lo stravolgimento. L'allenatore lo ha preso e, come fatto con Reale nel corso della stagione, lo ha adattato al centro della difesa a quattro per continuare a proporre quello schema tattico che tanto aveva dato alla Roma Primavera. Risultato: prestazioni di livello, nonostante le sconfitte.
Tecnica e altre qualità
Perché saper giocare è importante. Ma lo è anche saper leggere le situazioni. Adattarsi. E così il classe 2007 Tommaso Marchetti ha fatto. Falsini lo ha "rubato" all'Under 18, ha creduto in lui e già con la Cremonese ha saputo reagire allo spostamento (ricevendo poi gli elogi). Non una conclusione imprevedibile. Sicuramente inaspettata, viste le difficoltà e i quattro terzini schierati a più riprese dal tecnico nella linea difensiva. Dal 19 febbraio è stato sempre presente, sei volte da titolare (con Verona, Cremonese, Cagliari, Milan, Bologna e, oggi, Torino) e una volta dall'80', con la Juventus. Quattro da terzino, tre da difensore. Vale a dire 550 minuti su 630 a disposizione. Coi rossoblù e i rossoneri sono arrivati due ko: l'abnegazione e l'efficacia del ragazzo, però, sono rimaste.
Pure col Torino è stato necessario rimodellare un po' l'undici iniziale, in cui Marchetti ha comunque trovato spazio sulla destra, nel 4-2-3-1. Fornendo nuovamente una prestazione di livello: oltre ai tanti interventi difensivi, il numero 29 giallorosso ha tenuto fino alla fine il duello con Cacciamani e contribuito in contropiede, supportando l'azione e, quando possibile, portandola avanti. D'altronde, i numeri rispecchiano a pieno la pulizia negli interventi (4,6 palle recuperate a partita, zero ammonizioni) e l'efficacia col pallone tra i piedi (88% dei dribbling riusciti per gara). Nella vetta della Roma c'è anche del suo. Forse manca solo un gol, o un assist, per coronare un gran momento di forma. Sarebbe il primo con la Primavera: qualcosa che Marchetti, indubbiamente, spera di realizzare il prima possibile.
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