Svilar: “Roma, rimango. Mi piacerebbe lavorare di nuovo con De Rossi”
Parla il portiere giallorosso: "Ho un contratto fino al 2027 e voglio restare! Daniele l'allenatore più importante della mia vita; abbiamo chiesto a Ranieri di restare"

(GETTY IMAGES)

Tra i protagonisti della Roma in questa stagione, Mile Svilar ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport. Tra i temi trattati, l’estremo difensore ha parlato del suo rapporto con Ranieri, di quello con Daniele De Rossi, e anche del suo futuro. Queste alcune delle dichiarazioni del numero 99 giallorosso:
Non ha ancora firmato il rinnovo con la Roma e tante squadre la vogliono.
"Non capisco la fretta, ho un contratto fino al 2027. Non c'è bisogno di fare casino. Sembra che questa vicenda importi più a voi che a me. I soldi contano ma il posto in cui stai bene e vedi un progetto conta di più".
Resterà alla Roma anche nella prossima stagione?
"Spero proprio di sì. Io voglio che sia così al cento per cento e lo vuole anche la mia famiglia. Siamo felicissimi a Roma e alla Roma".
La promozione definitiva è stata decisa da De
Rossi.
"Daniele è stato l'allenatore più importante della mia vita. Non dimenticherò ciò che ha fatto per me. Sin dalla prima settimana, quando mi comunicò che non avrei giocato ma che credeva in me. In sette anni nessuno mi aveva mai spiegato una decisione tecnica. Magari un giorno torneremo a lavorare insieme, mi piacerebbe".
Ha mai pensato di lasciare la Roma quando non giocava?
"Mai, sapevo che prima o poi il mio momento sarebbe arrivato. Al Benfica qualche volta ho pensato di cambiare, qui no".
La sfida alla Juventus che cosa significa?
"È una partita importantissima. Sarà difficile da preparare, perché loro hanno cambiato da poco allenatore. Tudor può aver dato la scossa, come sempre dopo le svolte tecniche. È successo anche a noi, no?”.
È vero che voi giocatori avete chiesto a Ranieri di restare?
"Sì. Con lui abbiamo raggiunto un ottimo equilibrio nel lavoro quotidiano. Sappiamo che cosa dobbiamo fare. Non ci sarebbe bisogno di cambiare ancora ma dobbiamo rispettare la sua scelta, è giusto che si goda la pensione...".
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