Soulé: "DDR e i Friedkin mi hanno convinto in estate. Consiglierei l'U23 alla Roma"
L'attaccante argentino a La Stampa: "Contro la Juventus sarà una partita speciale. Giocare con Dybala era un sogno. Adesso vogliamo tornare in Champions"

(MANCINI)

Matias Soulé, in vista della partita di domenica tra Roma e Juventus, si è raccontato nel corso di un'intervista a La Stampa. Ecco le parole dell'attaccante argentino.
Cosa rappresenta Roma-Juventus?
"Una partita speciale. Sono stato cinque anni alla Juve".
Alla Juve, dopo le giovanili, si è ritrovato nella Next Gen, fucina di tanti altri talenti…
"Un passaggio che mi ha aiutato molto. Giocando in Serie C sono molto migliorato fisicamente e tecnicamente".
Consiglierebbe di allestire una seconda squadra anche alla Roma?
"Certamente, aiuterebbe i ragazzi".
Alla Juve aveva già incrociato Dybala. Ci spiega il vostro legame particolare?
"Giocare con lui era un sogno che avevo da piccolo. I miei idoli erano Paulo, Aguero e Tevez. Mi ha aiutato: abbiamo una bella amicizia, trascorriamo tanto tempo insieme".
Cosa l’ha convinta a sposare il progetto dei Friedkin?
"Ho parlato con De Rossi e i proprietari: mi hanno convinto. Avevo capito dalla prima chiamata che sarei venuto qui".
A Roma si è trovato con tre allenatori diversi. Come ha vissuto l’esonero di De Rossi?
"Sono stati momenti duri ma nel calcio può succedere sempre tutto".
Il suo rapporto con Ranieri?
"Mi ha aiutato tanto, lo ringrazio. Mi lascia libertà, negli ultimi metri, di puntare l’avversario e vedere la porta".
Cosa è cambiato nella Roma?
"L’aria che si respira. Il mister ha dato tranquillità e fiducia".
Avvertite il peso dell’assenza della Champions da sei anni.
"Sì, il nostro obiettivo è tornarci".
Se segna domenica, esulta?
"Non ci ho ancora pensato. Normalmente, non esulto".
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