AS Roma

VIDEO - Candela: "Ranieri ha riportato la normalità. Angeliño mi piace moltissimo"

L'ex calciatore giallorosso al podcast del club: "Mi auguro di vedere una Roma importante che duri per tanto tempo, tra poco arriviamo a cent'anni"

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA La Redazione
02 Aprile 2025 - 16:32

Intervenuto come ospite al podcast della Roma, Vincent Candela si è raccontato a tutto tondo. Di seguito le parole dell'ex calciatore giallorosso.

Smesso di giocare ti vediamo sempre lì allo stadio, molto attivo sui social. La Roma ti è rimasta dentro.

"Non te lo so dire, è tutto naturale. Sono quasi trent'anni che vivo a Roma, le mie tre figlie sono nate a Trastevere, mia moglie è romana...è tutto naturale. Io sto bene qui, ho sempre avuto un bel rapporto con la gente fin dal primo giorno, mi sento a casa e grazie a loro ho fatto il mio percorso. Ancora oggi mi viene normale tifare Roma".

È come se non te ne fossi mai andato.

"Perché io sono istintivo, mi arrabbio su un cross sbagliato, mi alzo e mi dicono di abbassarmi perché sto sempre in piedi, sono fatto così. Ho fatto tutte le cose con passione, a volte ho sbagliato ma le ho fatte col cuore, mi viene naturale".

Mai pensato di fare l'allenatore?

"Quello è un lavoro vero, un conto è un calciatore, quello non è un lavoro ma un piacere. L'allenatore ha tante responsabilità, a volte ci ho pensato, ma anche come quarto, quinto o ottavo (ride, ndr), col gruppo e con i giocatori ho grande empatia e mi sono trovato bene con tutti quelli con cui ho giocato e non ho giocato. Mai dire mai".

Questa Roma così cambiata da Claudio Ranieri, è uno che vede oltre certe cose. Non è un gran normalizzatore, è un grande allenatore.

"Far uscire il 200% da ogni giocatore è la cosa più difficile, mister Ranieri come esperienza ha pochi che lo battono, non solo per l'età ma per tutte le squadre che ha allenato. Sta riportando la normalità, la Roma ha giocatori per per stare nella parte alta della classifica, sta facendo un lavoro perfetto finora".

Forse era sbagliata la percezione della Roma prima, la rosa della Roma ha qualità.

"È una rosa competitiva, ha giocatori, ha campioni, ha esperienza, ha campioni del mondo, non è poco".

Quanto vi volete bene con Francesco (Totti, ndr)? Cosa vi univa così tanto?

"Tutte le battaglie fatte in campo e in allenamento, per dieci anni abbiamo giocato insieme poi io ho smesso e lui ha continuato e per dieci anni non ci siamo più visti. La stima e il rapporto che ho e ho avuto con lui è perché si fida di me, è un bel rapporto di amicizia che va oltre trent'anni e mi fa piacere". 

L'inserimento nella Hall of Fame è stato emozionante per te.

"È sempre importante, io vivo di emozioni e quando ti chiama la Roma per far parte dell'Hall of Fame...fai parte di una squadra che non è solo undici giocatori, ma ventidue con la società e i tifosi, l'ho sempre pensata così. Quando fai parte della Roma ed entri nella Hall of Fame è gratificante, una bella soddisfazione".

Parliamo di Angeliño, inizialmente ha faticato ma ha un bel piede.

"Appena l'ho visto ho notato che è uno che si prende rischi e mi piace, non è banale e corre anche più di me, non si ferma mai, corre veloce e verticalizza tanto, inizia a fare anche i gol. È un giocatore importante, poi sulla fascia quando si gioca a 5 fa avanti e indietro, non è facile oggi che fisicamente sono tutti fortissimi, è un giocatore che mi piace moltissimo".

Ora lo accostano molto a Dimarco, è cresciuto tanto nella considerazione.

"Dimarco è bravo, Theo è un fenomeno ma il livello di Angeliño si sta avvicinando al loro".

Ti mostro due foto insieme a due esterni discreti (Cafu e Maicon ndr).

"Pendolino, una persona che ride sempre, è stato un campione del mondo ma ha avuto anche dei dolori nella sua vita. E' sempre positivo, un grande campione e un grande uomo. Con Maicon non ho giocato insieme, solo qualche amichevole, parliamo di due dei terzini destri più forti della storia".

Mi viene in mente Zeman, è un momento particolare per lui, un tuo pensiero.

"Non ho mai litigato con un allenatore quanto con lui, ero giovane e correre tutti i giorni, fare i gradoni tutti i giorni, non ero abituato a questo. Col tempo però ho capito che se non lavori senza pallone poi non rendi, questo mi è servito dopo con Capello, mi ha fatto capire anche questo. Sono cresciuto dai 5 anni ad oggi solo col pallone, non capivo perché correre senza. Zeman ha la sua metodologia, forse è sbagliata sulla fase difensiva, ma sono stati due anni belli e oggi ha i suoi problemi e gli sto vicino. Spero presto di abbracciarlo".

La tua voglia di libertà la vediamo anche con le moto.

"Ogni tanto ci venivo a Trigoria e mister Capello non voleva, anche se ogni tanto me lo concedeva. Anche lui ci faceva uscire il 300% di noi, mi aveva capito e per questo chiudeva ogni tanto un occhio".

È vero che tu e Francesco eravate sempre gli ultimi nelle ripetute?

"C'era pure Di Biagio, non eravamo da soli (ride, ndr). A me piace correre col pallone, per me stare in campo senza pallone era perdere tempo ma poi ho capito che serve. L'anno dello scudetto ho fatto comprare 11 moto alla mia squadra, per far capire che gruppo eravamo, l'ho fatta a Mangone, Rinaldi, Delvecchio, Di Francesco, Lupatelli, Nakata, Montella...Il gruppo è importante e questo ne è un esempio".

Parliamo del padel. Chi è il più forte?

"Pizarro è bravo, abbiamo il nostro ranking, l'anno scorso ho vinto io poi c'è Pizarro, Locatelli, Fiore fino a due anni fa era il più forte, la coppia con Giannichedda era dura. Francesco dipende dalle giornate, Daniele sta crescendo, Toni con Di Biagio e Albertini se la giocano. Ci divertiamo. In Francia il migliore è Deschamps".

Ti abbiamo visto anche ballare, sei uno che spazia.

"A me piace sperimentare, sono curioso di base, ballare è stata un'esperienza bella ma non fa per me. Delvecchio è bravo, ha fatto tanti corsi".

Cosa ti auguri per questa Roma in crescita?

"Sono ormai 3-4 anni che lo stadio è sempre pieno, mi auguro di vedere la Roma vincere, non dico lo scudetto anche se basterebbe poco, bisogna essere preparati come squadra, società e i tifosi. Sarebbe giusto per la gente appassionata che c'è, ne parlo spesso con loro, non vivo della gloria del passato e sarei contento se la Roma rivincesse. Mi auguro di vedere una Roma importante che duri per tanto tempo, tra poco arriviamo a cent'anni...". 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

CONSIGLIATI