Sempre lui, sempre lì: il filo rosso che unisce Mancini, Tudor e Roma-Juventus
La corsa sotto la Sud, il gol contro i bianconeri nell'ultima vittoria ottenuta e la zuccata contro la Lazio allenata dal croato, che ritroverà esattamente un anno dopo

(GETTY IMAGES)
Il controllo, lo sguardo alzato per una manciata di secondi, il bolide che si insacca e la corsa a braccia aperte verso la Sud. È questo il ricordo più recente e dal sapore più dolce di Roma-Juventus. L'ultima vittoria contro i bianconeri, ottenuta ormai due anni fa, porta la firma di Gianluca Mancini. Non proprio il più atteso sulla carta, almeno alla vigilia: doveva essere la sfida tra Dybala e Vlahovic, Di Maria e Pellegrini, Mourinho e Allegri. Eppure, alla fine, è l’uomo che non ti aspetti nel modo più impensabile a far abbracciare i 64mila romanisti presenti all'Olimpico.
Oltre 90 minuti carichi di tensione e agonismo, sulle spalle il peso di una partita che varrà sempre qualcosa in più di una posizione in classifica o di un obiettivo stagionale. Così è storicamente il duello con la Juventus: e nei racconti di molti tifosi c’è anche chi lo reputa un solo gradino sotto al derby, anche se per tanti romanisti di vecchia data è sempre stato proprio il confronto coi bianconeri il vero campo di battaglia. Ideologico e storico, differenti stati d'essere e linee di pensiero diametralmente opposte.
Ed è proprio Gianluca Mancini l’anello di congiunzione tra gli ultimi due successi in Roma-Juventus e Roma-Lazio. Sempre Mancio, sempre sotto la Sud, sempre 1-0. Questa volta anche con una coincidenza particolare: precisamente a un anno di distanza dal colpo di testa che è valso il derby contro la Lazio, allenata da Tudor (sarà anche l’ultima vittoria contro l’attuale allenatore bianconero), il tecnico croato tornerà allo Stadio Olimpico. Questa volta sfiderà i giallorossi sulla panchina bianconera, con all’orizzonte l’ennesima partita dal valore universale, ma con un sapore diverso soprattutto per i ragazzi di Ranieri, reduci da un cammino strepitoso nel 2025 e alla ricerca di un posto in Europa che sembrava utopia fino pochi mesi fa.
Motivazioni, obiettivi, corsi e ricorsi storici che ruotano intorno a novanta minuti. Il fulcro, però, è sempre Mancio: la soddisfazione di superare in casa la Juventus due stagioni fa, poi decidere il derby contro i biancocelesti allenati da Tudor: ora davanti a sé, la possibilità di chiudere un cerchio e iniziare a toccare con mano una speranza sempre più viva e concreta. Gli eventi che si intrecciano e si presentano davanti al romano di Pontedera. E chissà che Gianluca non possa nuovamente lasciare lo zampino… o una zuccata, magari. Ancora, per la terza volta sotto la sua Curva.
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