AS Roma

«Auguri Ddr, noi saremo sempre qua»

Dal calcio allo spettacolo: Verdone, Delvecchio e Noemi. Quanto amore per il suo primo compleanno da allenatore

De Rossi

De Rossi (GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Martina Stella e Eva Tambara
24 Luglio 2024 - 07:00

E a chi ci vuole male, male, male una macumba!», quale frase migliore - se non quella di Noemi - per augurare a Daniele De Rossi un buon compleanno? Ad un uomo che nel corso degli anni ha sempre combattuto contro chi si piange addosso e chi vede del pessimismo in tutto. Abbiamo contattato i personaggi famosi che conoscono il tecnico giallorosso, chiedendo loro di raccontarci ciò che regalerebbero a De Rossi, in occasione di un compleanno così speciale, che lo vede iniziare nel ruolo che ricorpe ormai da gennaio 2024. «Il primo compleanno da allenatore della Roma, gli auguri valgono molto di più», parola di Marco Amelia, perché i 41 anni di Daniele hanno davvero un significato speciale stavolta. Il regalo più grande secondo l’ex portiere della Roma?: «Avere a disposizione una rosa che gli permetta dei risultati importanti in questa veste, perché so che è il suo sogno e se lo merita». Ma non è di certo l’unico a pensare agli obiettivi in chiave giallorossa. «Se potessi ti regalerei una grande stagione piena di soddisfazioni, vincendo qualcosa, tipo una coppa» afferma Marco Delvecchio, un pensiero condiviso anche da Ezio Sella, ex attaccante e allenatore giallorosso: «Ti auguro i migliori successi per la tua carriera da allenatore», e da Leandro Cufré: «Ti regalerei uno scudetto così puoi rimanere a lungo!». 


Insomma, la Roma è sempre ovunque. E chi meglio di lui può guidare i tifosi, regalando loro la fiducia adatta. «A DDR auguro tutto quello che ogni giorno desidero per noi romanisti. Sì, esattamente ciò che pensa ogni tifoso in questo momento. A De Rossi auguro l’intelligenza, la stabilità emotiva e la compattezza che il popolo giallorosso deve ritrovare, facendo un grande regalo anche a sé stesso» ha detto il cantautore Pino Marino. Ma c’è anche chi, complice l’aria di calciomercato che si respira ormai da qualche mese, ha in mente soltanto una cosa: formare la squadra. «Se avessi una bacchetta magica ti regalerei un buon centravanti, anche Kane andrebbe benissimo eh! Ma quelli che dovrebbero farti un regalone sono i presidenti americani: la difesa in primis, almeno uno sulla fascia che corre e salta l’uomo. E un mediano. Lo faranno questo sforzo? Ho piena fiducia in te, sei serio e gran lavoratore. In bocca al lupo per tutto. Noi saremo al tuo fianco», racconta Carlo Verdone, che non è il solo a percepire l’importanza di una rosa degna di nota per ripartire al meglio nella prossima stagione. Al “coro” si unisce anche un altro attore, Massimo Ghini: «Cosa vorrei regalargli? Un centravanti da venti gol. Se lo merita e sono molto contento che la società gli abbia dato ancora fiducia, perché è un uomo e un allenatore serissimo, che ha bisogno solo di essere seguito, amato e aiutato e così vedrete che farà una bellissima carriera». Ad aggiungersi però, c’è anche Fabrizio Lucchesi: niente poco di meno che l’ex dirigente della Roma, il quale nel 2001 - quando Daniele aveva 17 anni - gli fece il contratto che lo portò dalla Primavera a giocare nella prima squadra: «Fatti regalare qualche giocatore dammi retta, che hai una buona squadra ma qualcosa in più non ti fa male». Tutti regali che oltre al tecnico giallorosso, riguardano i tifosi, come dice l’attore Edoardo Pesce: «Questo è uno dei pochi casi in cui il festeggiato deve fare il regalo agli altri. Ti mando un “in bocca alla lupa”». Auguri incentrati non solo sul calcio, ma anche su altri sport: «Un regalo che mi viene in mente per te è sicuramente un paio di guantoni - dice il pugile Mattia Faraoni - simbolo della tua grinta e della tua perseveranza». 


Tra i vari “buon compleanno” dichiarati, si inserisce, da Vienna, Michael Konsel: «Tanti auguri soprattutto per la salute e per la famiglia,  auguri anche per il campionato». E poi c’è chi si sofferma su doni un po’ più “materiali” come Marco Liorni e Gian Paolo Montali. «È per te questo quadro con le foto di quando hai esordito da titolare con la maglia della Roma, ventun anni fa contro il Torino.  Quando eri un ragazzino e volevi costruirti questo futuro. La grinta, la forza, la corsa, la potenza, le urla di gioia a quel gol da esordiente. Ti regalo questo quadro per un “effetto Florida”, ma alla rovescia. Sì, quell’effetto di cui tanto hai parlato, dell’influenza di parole e immagini evocative. Queste tue foto da esordiente faranno il contrario: ti spingeranno, rappresenteranno sempre tutto quello che ci vuole nel calcio e nella vita per poter sentire di aver vissuto fino in fondo», queste le parole del noto conduttore televisivo. Ma da un quadro si passa ad un film, proposto dall’ex dirigente sportivo: «“C’eravamo tanto amati” è un film che ti servirà come salvacondotto per i tuoi anni da allenatore, adesso e in futuro, quando magari ti verranno meno i rapporti interpersonali o qualcuno ti deluderà. Un film sull’amicizia vera e su come il tempo non cambi le persone, soprattutto quelle che hanno valori veri, esattamente come te». Rimanendo nel piccolo mondo antico, custodito gelosamente nel cuore di un pallone, Mario Brozzi ci scherza su ed augura a Daniele «La simpatia di Capello, l’eloquio espositivo di Spalletti, le capacità difensive di Zeman ed infine il cuore di Mazzone», per poi aggiungere «Tranquillo, sto scherzando ma non su tutto: se è vero che il cuore è lo scrigno che custodisce la dote più grande, ovvero l’amore, allora è questo ciò che intendo augurarti: una vita d’amore… in felicità - continua l’ex medico della Roma - Ama Daniele, ama, perché l’amore non conosce sconfitte, perché con esso si perde solo ciò che non abbiamo amato a sufficienza». Infine l’attore romano Paolo Triestino: «Sei uno di casa, però di una casa dove si sta bene. Grazie per esserci».

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